Un nuovo sistema di combattimento - Sessioni da mille e una notte

30.06.2018

Dopo svariati playtest in numerose ambientazioni differenti, non ero ancora soddisfatto del sistema di combattimento. Sebbene possedesse già lo schema libero che lo caratterizza, ancora non approssimava e regolava in modo sufficiente alcuni aspetti della sezione più complessa di ogni manuale di gioco di ruolo.

Quale ambientazione avrebbe potuto darmi la possibilità di testare i nuovi accorgimenti, fornendomi allo stesso tempo altri spunti per migliorare?

Ed ecco il ritorno del Principe!

Per non chi sapesse di cosa stia parlando (voi! sciocchi! rimediate subito!), la saga del principe di Persia e delle sabbie del tempo consta di una limitata serie di videogiochi a cura della Ubisoft Montréal, che a loro volta possiedono il retaggio di giochi ancor più "antichi", e che si snodano in un medio-oriente da mille e una notte.

Ispirato al poema Shahnameh e scritto dal geniale Jordan Mechner, narra la storia del figlio del re di Persia che, durante una campagna di conquista in India, si imbatte in alcuni strani artefatti in possesso del marajah: una clessidra contenente le mitiche sabbie del tempo ed il Pugnale del Tempo, la chiave per la clessidra.

Il principe, nella sua ingenuità, viene indotto dal visir del marajah ad aprire la clessidra grazie al Pugnale del Tempo, liberando così le sabbie nel mondo. Invece della gloria promessagli, il principe si ritrovò a dover affrontare gli orrori che egli stesso aveva scatenato sul suo esercito, sul padre e sul regno intero.

La storia prosegue in un intreccio di peccato e redenzione, salti temporali ed accettazione, perché non sempre si può rimediare agli errori compiuti. So che questo aspetto può sembrare un cliché, ma signori: è da qui che tanti altri sono partiti.

Le mie dita fremono dalla voglia di raccontarvi tutto, ma se davvero non sapete ancora di cosa stia parlando, vi suggerisco di reperire i giochi ed immergervi in una delle migliori storie apparse sullo schermo del vostro pc...o televisore...se avete una console.

Al tempo (si parla del lontano 2003), il primo capitolo intitolato "Prince of Persia e Le Sabbie del Tempo" colpì molto per il sistema di combattimento, per le acrobazie possibili al principe e molto spesso necessarie all'avanzamento della storia; in questo senso Assasin's Creed deve molto in termini di gameplay al principe senza nome.

Ed è essenzialmente per questo motivo che la saga che ha accompagnato me e tanti altri attraverso l'adolescenza si è imposta come unico e possibile ambito di playtest per un sistema di combattimento che permette, senza troppi problemi, di ottenere gli stessi combattimenti spettacolari che la hanno caratterizzata.

Vi ringrazio per la lettura, al prossimo articolo!

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